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Autostop e car pooling

Dott. Raffaele Pongelli - Ufficio Mobilità e Sicurezza Stradale ACI

L’autostop è la richiesta di passaggio, spesso indicata con il gesto del pollice, da parte di un pedone a un automobilista in transito sulla stessa strada.

Il trasporto richiesto è di tipo gratuito e può essere per una piccola o lunga distanza.

La richiesta di autostop può essere dovuta a cause accidentali – ad esempio per avaria del proprio veicolo – o invece essere una modalità per viaggiare, anche chiedendo più autostop, per arrivare a destinazione.

Se il concetto di autostop è universalmente chiaro, dal punto di vista normativo la fattispecie assume una portata diversa.

Prima di tutto perché nel codice della strada non c’è una definizione di autostop, infatti il fenomeno è solo accennato all’art. 175 comma 7, ove si prescrive che “sulle carreggiate, sulle rampe e in ogni pertinenza autostradale è vietato … richiedere o concedere passaggi”.

Il comma 14 dello stesso articolo prevede la sanzione pecuniaria per chi non dovesse osservare tale disposizione.

Il legislatore ha ritenuto sufficiente queste locuzioni per descrivere l’autostop, probabilmente ritenendo il fenomeno chiaro a tutti e quindi non necessitante di ulteriori precisazioni.

Poiché il codice vieta solo in quelle aree ben definite di concedere o richiedere passaggi, se ne deduce che tale pratica sia sempre lecita in tutti gli altri luoghi stradali. 

La sentenza n. 10462/1991 della Corte di Cassazione precisa che la tangenziale non può essere equiparata a un'autostrada, e che quindi pure in tale sede stradale – in linea generale - sia consentito l’autostop, seppur solo nelle aree autorizzate per la sosta.

Altre norme che possono essere utili per inquadrare giuridicamente la casistica in esame.

L’autostoppista deve prima di tutto rispettare i principi che valgono per i pedoni, essendolo lui stesso.

In particolare l’art. 190 del codice della strada impone ai pedoni di circolare sulla banchina delle strade, sui marciapiedi, sui viali e sugli altri spazi predisposti per loro.  

Qualora manchino, i pedoni possono circolare sul margine della carreggiata opposto al senso di marcia dei veicoli, in modo da causare il minor intralcio possibile alla circolazione. 

A tale disposizione fa eco l’art. 140 cds, secondo cui gli utenti della strada – nel caso in esame sia il conducente che l’autostoppista – devono comportarsi in modo da non costituire pericolo o intralcio per la circolazione e in modo che sia in ogni caso salvaguardata la sicurezza stradale.

Inoltre rimane comunque valido il riferimento alla regola generale, prevista dall’art. 2054 del codice civile, secondo cui il conducente di veicoli è obbligato a risarcire il danno prodotto a persone o a cose dalla circolazione del veicolo. 

La norma citata infatti non è applicabile solo alle vetture terze coinvolte in un sinistro stradale, ma pure a coloro che il conducente trasporta in auto, siano essi autostoppisti o chiunque altro passeggero. 

Tra le norme da seguire in caso di autostop fra sconosciuti, una regola aurea di buon senso è quella di prestare la massima cautela a chi chiede il trasporto e a chi lo offre, trattandosi di un trasporto di cortesia.

Un caso di scuola, che spesso viene riportato a titolo esemplificativo, è quello nel quale uno tra i due possieda stupefacenti oppure sia un ricercato e che venga individuato in un posto di blocco, con conseguenze da chiarire alle forze dell’ordine circa l’eventuale coinvolgimento.

Volgendo uno sguardo all’estero, emerge che l’autostop è un fenomeno mondiale, sebbene in alcuni Paesi sia vietato, per esempio in Romania e in alcuni Stati degli USA.

Soffermandosi sul presente, più che chiedere un passaggio, attualmente si è diffusa la pratica di condividere l’auto con conoscenti o con sconosciuti, anche tramite siti o app dedicati.

Si fa riferimento al fenomeno del “car pooling”, nel quale alcune persone si accordano per viaggiare insieme per un determinato tratto di strada e uno di loro mette a disposizione la propria autovettura, dividendo le spese del viaggio con gli altri passeggeri.

Terminato il percorso comune, ognuno prosegue il proprio eventuale tragitto autonomamente.

Nonostante lo spirito del car pooling sia assimilabile quello dell’autostop - vale a dire la condivisione del mezzo per un tragitto determinato - vi sono notevoli differenze tra essi.

Innanzitutto i passeggeri del car pooling si contattano preventivamente e non si incontrano casualmente per strada.

In secondo luogo c’è una ripartizione delle spese vive del viaggio, accordo che nell’autostop non è previsto.  

Inoltre nel car pooling c’è un’intesa preventiva sul percorso, in particolare sul luogo e sull’orario d’incontro e sul luogo d’arrivo, mentre nell’autostop, una volta indicata dall’autostoppista la propria destinazione, è generalmente nelle mani del conducente l’individuazione del luogo dove terminerà il passaggio concesso. 

Il car pooling, proprio poiché ci si contatta spesso in siti internet strutturati, potrebbe offrire maggiore sicurezza circa i possibili partner del viaggio, ma ciò non esclude l’applicazione dei criteri di attenzione e prudenza.

Infine bisogna sempre ricordare che anche per il conducente del car pooling sono applicabili le citate responsabilità vigenti in materia di trasporto di terze persone.

 

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