• Giurisprudenza
  • Guida in stato di ebbrezza o sotto l'influenza di stupefacenti ed omicidio stradale
  • Dott.ssa Maristella Giuliano e Dott.ssa Tiziana Santucci

Etilometro: omologazione e accertamenti strumentali

Corte di Cassazione, VII Sezione penale - massima a cura della Dott.ssa Maristella Giuliano
Sentenza 26 gennaio 2022 n. 2954

Guida in stato di ebbrezza – etilometro - accertamenti strumentali – verifiche periodiche - omologazione – prova del corretto funzionamento

La prova dell'omologazione dell'etilometro e della sua sottoposizione alle verifiche periodiche previste dalla legge è a carico del pubblico ministero nel caso in cui l'imputato abbia contestato il corretto funzionamento dell'apparecchio con l’indicazione di dati e circostanze da cui si possa desumere che gli accertamenti strumentali non siano stati effettuati. In sostanza in caso di etilometro non può sussistere la mera richiesta preventiva  dell'imputato in merito ai dati relativi all'omologazione e alle revisioni, perché tali dati non hanno di per sé rilievo probatorio ai fini dell'accertamento dello stato di ebbrezza. 

 

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SETTIMA SEZIONE PENALE

 

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Presidente:

Emanuele DI SALVO

Rel. Consigliere:

Maura NARDIN

ha pronunciato la seguente

Sentenza

 

Motivi della decisione

 A. A. ricorre avverso la sentenza di cui in epigrafe che lo ha riconosciuto colpevole del reato di cui all'art. 186, commi 2 lett. c), 2 bis e 2 sexies C.d.S. per essersi posto alla guida, in stato di ebbrezza alcolica accertata tramite alcoltest, con tasso alcolemico pari ad gr/It 1,56 alla prima prova ed 1,54 gr/lt alla seconda, con le aggravanti di avere provocato un sinistro stradale e di avere posto in essere la condotta in ora notturna.

 

Formula tre motivi di impugnazione.

 Con il primo si duole del vizio di motivazione sotto il profilo della carenza, per avere la Corte territoriale rigettato il motivo di appello inerente l'assenza di prova sulla verifica del funzionamento dell'alcooltest, che nel corso dell'istruttoria, senza esaminarne il contenuto. Ed invero, pur essendo emerso dalla dichiarazione del teste escusso sul punto, che l'apparecchiatura era dotata di libretto cronometrico, nondimeno non è stato provato che fossero state svolte le regolamentari verifiche previste, essendosi il medesimo teste limitato a rispondere che gli scontrini rilasciati sono significativi dell'autovalutazione del funzionamento. Dunque, è mancata da parte del giudice di seconda cura la risposta al motivo di doglianza proposto, ciò comportando la nullità della sentenza ai sensi dell'art. 178 lett. c) cod. proc. pen.

 Con il secondo motivo fa valere il vizio di motivazione in ordine alla ritenuta sussistenza dell'aggravante dell'avere provocato un sinistro stradale. Rileva l'assenza della prova che il sinistro sia riconducibile ad una scomposta reazione di guida dovuta all'ebbrezza alcolica. Sottolinea, altresì, che il sinistro si è prodotto alle ore 6, 45 del mattino e che l'esperimento della prima prova è intervenuto alle 9,16, sicché, seguendo la curva alcolimetrica un andamento dapprima ascendente ed indi discendente, non può escludersi che alle ore 6, 45 si trovasse all'inizio della fase ascendente, con conseguente incertezza della prova sull'integrazione del reato.

 Invece, il giudice di seconda cura si limita ad osservare che non avendo l'interessato bevuto alcolici dopo il sinistro allora egli si trovava già in stato di ebbrezza al momento dell'incidente, con un ragionamento evidentemente viziato.

 Con il terzo motivo si duole della mancata applicazione dell'art. 131 bis cod. pen. Lamenta che la Corte non abbia ritenuto di lieve entità il fatto nonostante l'episodio non abbia coinvolto altri mezzi e neppure l'imputato abbia riportato lesioni e nonostante l'assenza di traffico sul luogo del sinistro, tutti elementi dimostrativi della lieve entità dell'offesa.

 

Il ricorso è inammissibile.

 

Il primo motivo è manifestamente infondato.

 È sufficiente ricordare che, secondo il condivisibile orientamento recentemente espresso da questa Sezione "In tema di guida in stato di ebbrezza, l'onere a carico del pubblico ministero di fornire la prova dell'omologazione dell'etilometro e della sua sottoposizione alle verifiche periodiche previste dalla legge è configurabile nel solo caso in cui l'imputato abbia assolto all'onere di allegazione avente ad oggetto la contestazione del buon funzionamento dell'apparecchio, che deve concretarsi nella indicazione di qualche dato che possa far ritenere non compiute tali operazioni, non potendo risolversi nella richiesta di essere portato a conoscenza dei dati relativi all'omologazione e alle revisioni, perché tali dati non hanno di per sé rilievo probatorio ai fini dell'accertamento dello stato di ebbrezza (cfr. Sez. 4, Sentenza n. 33978 del 17/03/2021).

 Il secondo motivo è manifestamente infondato. La Corte risponde adeguatamente alle sollecitazioni introdotte con l'appello, qui riproposte, osservando che lo stesso imputato ha dichiarato di avere bevuto "nel corso della serata", il che implica che alle ore 6,45 la curva non potesse più trovarsi in una fase ascendente, posto che, come rileva lo stesso ricorrente/ il tasso etilico raggiunge il picco alcolemico nel giro di un'ora dall'assunzione.

 Il terzo motivo è parimenti manifestamente infondato. Anche in questo caso la motivazione è scevra da vizi logici, avendo il giudice di seconda cura chiarito che la lieve entità dell'offesa deve essere esclusa valutata la significativa alterazione della circolazione provocata dal sinistro, avendo l'auto del ricorrente riportato gravi danni ed essendo la medesima rimasta bloccata in mezzo alla strada, con la necessità di far venire il carro attrezzi per provvedere alla sua rimozione.

 Alla inammissibilità del ricorso consegue la condanna al pagamento delle spese processuali e di una somma che congruamente si determina in euro tremila, in favore della cassa delle ammende.

 

Per questi motivi

 Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento della somma di euro tremila in favore della cassa delle ammende

 

Così deciso in Roma il 6 ottobre 2021.

 

Il Presidente: DI SALVO

Il Consigliere estensore: NARDIN

 

 Depositato in Cancelleria il 26 gennaio 2022.