• Normativa
  • Ambiente ed energia, Urbanistica, territorio e infrastrutture, Infrastruttura e trasporti, TPL e responsabilità della P.A.
  • Dott.ssa Daniela Mascaro e Dott. Andrea Guerci

Fondi per viabilità stradale

Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili
Decreto 9 maggio 2022

Ripartizione e utilizzo dei fondi relativi a programmi straordinari di manutenzione straordinaria e adeguamento funzionale e resilienza ai cambiamenti climatici della viabilità stradale, anche con riferimento a varianti di percorso, di competenza di regioni, province e città metropolitane

MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DELLA MOBILITA' SOSTENIBILI

DECRETO 9 maggio 2022 

Ripartizione e utilizzo dei fondi relativi a  programmi  straordinari

di manutenzione straordinaria e adeguamento funzionale  e  resilienza

ai  cambiamenti  climatici  della  viabilita'  stradale,  anche   con

riferimento  a  varianti  di  percorso,  di  competenza  di  regioni,

province e citta' metropolitane. (22A03703) 

(GU n.148 del 27-6-2022)

 

 

                  IL MINISTRO DELLE INFRASTRUTTURE 

                    E DELLA MOBILITA' SOSTENIBILI 

 

                           di concerto con 

 

                      IL MINISTRO DELL'ECONOMIA 

                           E DELLE FINANZE 

 

  Visto il decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, recante «Codice

dei contratti pubblici» e successive modificazioni; 

  Vista la legge 11 dicembre  2016,  n.  232,  recante  «Bilancio  di

previsione  dello  Stato  per  l'anno  finanziario  2017  e  bilancio

pluriennale per il triennio 2017-2019», che, all'art. 1,  comma  140,

ha istituito nello stato di previsione del Ministero dell'economia  e

delle finanze un apposito  fondo  da  ripartire,  per  assicurare  il

finanziamento degli investimenti e lo sviluppo  infrastrutturale  del

Paese; 

  Visto in particolare il comma 142 della citata  legge  che  prevede

che gli interventi di cui ai commi 140 e 141 sono monitorati ai sensi

del decreto legislativo 29 dicembre 2011, n. 229; 

  Visto l'art. 7-bis, comma 2, del decreto-legge 29 dicembre 2016, n.

243, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2017,  n.

18,  recante  «Interventi  urgenti  per   la   coesione   sociale   e

territoriale, con particolare riferimento a  situazioni  critiche  in

alcune  aree  del  Mezzogiorno»,  che  prevede  di   destinare   agli

interventi nel territorio composto  dalle  Regioni  Abruzzo,  Molise,

Campania, Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia e Sardegna un  volume

complessivo  annuale  di  stanziamenti  ordinari  in  conto  capitale

proporzionale alla popolazione di riferimento  o  conforme  ad  altro

criterio relativo a specifiche criticita' individuato nella direttiva

del Presidente del Consiglio dei ministri ai sensi dell'art. 5, comma

2,  lettera  a),  della  legge  23  agosto  1988,  n.  400,   recante

«Disciplina dell'attivita' di Governo e ordinamento della  Presidenza

del Consiglio dei ministri»; 

  Visto il decreto legislativo  29  dicembre  2011,  n.  229  recante

«Attuazione dell'art. 30, comma 9, lettere e), f) e g),  della  legge

31 dicembre 2009, n. 196, in materia  di  procedure  di  monitoraggio

sullo  stato  di  attuazione  delle  opere  pubbliche,  di   verifica

dell'utilizzo dei finanziamenti nei tempi previsti e costituzione del

Fondo opere e del Fondo progetti»; 

  Visto l'art. 11 della legge 16 gennaio 2003, n. 3, in particolare i

commi da 2-bis a 2-sexies cosi' come integrati dall'art. 41, comma 1,

del  decreto-legge  16  luglio   2020,   n.   76,   convertito,   con

modificazioni, dalla legge 11 settembre 2020, n. 120; 

  Vista la legge 27 dicembre  2017,  n.  205,  recante  «Bilancio  di

previsione  dello  Stato  per  l'anno  finanziario  2018  e  bilancio

pluriennale per il triennio 2018-2020»; 

  Visto, in particolare, l'art. 1, comma 1072, della citata legge  n.

205 del 2017, che prevede il rifinanziamento del fondo  da  ripartire

di cui all'art. 1, comma 140, della suddetta legge n. 232 del 2016; 

  Visto, l'art. 1, comma 1075, della citata legge n.  205  del  2017,

che prevede che ai fini del monitoraggio dello stato  di  avanzamento

degli interventi finanziati con le risorse del fondo da ripartire  di

cui all'art. 1, comma 140, della legge 11 dicembre 2016,  n.  232,  e

dell'effettivo utilizzo delle citate risorse, anche tenuto conto  del

monitoraggio di cui al decreto legislativo 29 dicembre 2011, n.  229,

e delle risultanze del piu' recente rendiconto generale dello  Stato,

ciascun Ministero invia entro il  15  settembre  di  ogni  anno  alla

Presidenza del Consiglio dei ministri, al Ministero  dell'economia  e

delle finanze e alle Commissioni parlamentari competenti per materia,

una  apposita   relazione.   La   relazione   contiene   inoltre   un

aggiornamento della previsione sugli ulteriori stati di  avanzamento,

nonche'  una  indicazione  delle  principali  criticita'  riscontrate

nell'attuazione delle opere; 

  Visto, inoltre, l'art. 1, comma 1076, della menzionata legge n. 205

del 2017, che, per  il  finanziamento  degli  interventi  relativi  a

programmi straordinari di manutenzione della rete viaria di  province

e citta' metropolitane, autorizza la spesa di 120 milioni di euro per

il 2018 e di 300 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2019  al

2023; 

  Visto, inoltre, l'art. 1, comma 1077, della suddetta legge  n.  205

del  2017,  che  prevede  che  «Con  decreto   del   Ministro   delle

infrastrutture e dei trasporti, da emanare entro il 31 gennaio  2018,

previa intesa in sede di Conferenza Stato-citta' ed autonomie locali,

sono  definiti  i  criteri  e  le  modalita'  per  l'assegnazione   e

l'eventuale revoca delle risorse di cui al comma  1076,  anche  sulla

base della consistenza della rete viaria, del tasso di incidentalita'

e della vulnerabilita' rispetto a fenomeni di dissesto idrogeologico;

con il medesimo decreto sono altresi' definite le procedure di revoca

delle risorse assegnate e non utilizzate.»; 

  Visto l'art. 1, comma 1078, della citata legge n. 205 del 2017, che

dispone  che  le  province  e  le  citta'  metropolitane  certificano

l'avvenuta realizzazione degli interventi di cui al comma 1076  entro

il 31 marzo successivo all'anno  di  riferimento,  mediante  apposita

comunicazione al Ministero delle infrastrutture  e  dei  trasporti  e

che, in caso di mancata o parziale realizzazione degli interventi, le

corrispondenti risorse  assegnate  alle  singole  province  o  citta'

metropolitane sono  versate  ad  apposito  capitolo  dello  stato  di

previsione  dell'entrata  del  bilancio  dello  Stato,   per   essere

riassegnate al fondo di cui al citato comma 1072 della medesima legge

n. 205 del 2017; 

  Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 7 agosto

2017, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 18 ottobre 2017, n.  244  e

recante «Modalita' di verifica, a decorrere dalla legge  di  bilancio

2018, se, e, in quale misura, le amministrazioni  centrali  si  siano

conformate all'obiettivo di destinare agli interventi nel  territorio

composto dalle Regioni Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Puglia,

Sicilia e Sardegna un  volume  complessivo  annuale  di  stanziamenti

ordinari in conto capitale», che,  all'art.  1,  comma  1,  definisce

quale «popolazione di riferimento", la popolazione  residente  al  1°

gennaio dell'anno piu' recente resa disponibile dall'ISTAT, ripartita

territorialmente in modo da  distinguere  la  quota  attribuibile  al

territorio  composto  dalle  Regioni   Abruzzo,   Molise,   Campania,

Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia e Sardegna da  quella  relativa

al resto del territorio nazionale; 

  Visto l'art. 1, comma 95, della legge  30  dicembre  2018,  n.  145

«Bilancio di previsione dello Stato per  l'anno  finanziario  2019  e

bilancio pluriennale per il triennio  2019-2021»  che  istituisce  il

fondo   finalizzato   al   rilancio    degli    investimenti    delle

amministrazioni centrali dello Stato; 

  Visto il decreto del  Presidente  del  Consiglio  dei  ministri  23

dicembre 2020, n.  190,  «Regolamento  recante  l'organizzazione  del

Ministero delle infrastrutture e  dei  trasporti»,  pubblicato  nella

Gazzetta Ufficiale 6 marzo 2021, n. 56; 

  Vista la delibera CIPE  n.  63  del  2020  disposta  in  attuazione

dell'art. 41 del decreto-legge 16 luglio 2020, n. 76; 

  Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri  del  24

giugno 2021, n. 115 «Regolamento recante modifiche ed integrazioni al

decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 23  dicembre  2020,

n. 190, concernente il regolamento di  organizzazione  del  Ministero

delle infrastrutture e dei trasporti»; 

  Visto il decreto del Ministro delle infrastrutture e dei  trasporti

9  giugno  2015,  n.  194,  pubblicato  sul  sito  istituzionale  del

Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, con il quale e' stata

istituita  la  struttura  tecnica   di   missione   per   l'indirizzo

strategico, lo sviluppo delle infrastrutture e l'alta sorveglianza; 

  Visto il decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti

prot.  49  del  16  febbraio  2018  «Finanziamento  degli  interventi

relativi a programmi straordinari di manutenzione delle  rete  viaria

di province e citta' metropolitane» registrato alla Corte  dei  conti

il 23 marzo 2018  e  pubblicato  nella  Gazzetta  Ufficiale  -  Serie

generale - n. 100 del 2  maggio  2018,  che  ha  gia'  individuato  i

criteri di ripartizione delle risorse assentite tra le province e  le

citta'  metropolitane  secondo  i  criteri   stabiliti   nell''intesa

raggiunta nella Conferenza Stato-citta'  ed  autonomie  locali  nella

seduta del 7 febbraio 2018, rep. atti n. 510-II (SC).8 ed ha  fissato

i criteri per l'approvazione dei programmi da parte  della  Direzione

generale per le strade e le  autostrade  e  per  la  vigilanza  e  la

sicurezza  nelle  infrastrutture   stradali   del   Ministero   delle

infrastrutture e dei trasporti, nonche' fissato la tempistica per  le

attivita'  riguardanti  il  programma  stesso  e  le   modalita'   di

erogazione e revoca delle risorse, e che tali criteri possono  essere

assunti alla base della ripartizione e  dell'utilizzo  delle  risorse

del fondo di cui all'art. 1, comma 95, della legge 30 dicembre 2018; 

  Visto l'art. 1, comma 62, della legge di bilancio 2020, n. 160  del

27 dicembre 2019 che modifica l'art. 1 della legge 27 dicembre  2017,

n. 205 come di seguito riportato «a) il comma 1076 e' sostituito  dal

seguente: - 1076. Per il finanziamento degli  interventi  relativi  a

programmi straordinari di manutenzione della rete viaria di  province

e citta' metropolitane e' autorizzata la spesa di 120 milioni di euro

per l'anno 2018, di 300 milioni di  euro  per  l'anno  2019,  di  350

milioni di euro per l'anno 2020, di 400 milioni di  euro  per  l'anno

2021, di 550 milioni di euro per ciascuno degli anni 2022 e 2023 e di

250 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2024 al 2034;  b)  il

comma 1078 e' sostituito dal seguente:  -  1078.  Le  province  e  le

citta'  metropolitane  certificano  l'avvenuta  realizzazione   degli

interventi di cui al  comma  1076  entro  il  31  ottobre  successivo

all'anno di riferimento, mediante apposita comunicazione al Ministero

delle infrastrutture e dei trasporti. In caso di mancata  o  parziale

realizzazione degli interventi, ovvero in caso di presenza di ribassi

di gara non riutilizzati, le corrispondenti  risorse  assegnate  alle

singole province o citta'  metropolitane  sono  versate  ad  apposito

capitolo dello stato di previsione dell'entrata  del  bilancio  dello

Stato per essere riassegnate alla dotazione  finanziaria  di  cui  al

comma 1076. I ribassi d'asta possono essere utilizzati secondo quanto

previsto   dal   principio   contabile   applicato   concernente   la

contabilita' finanziaria, di cui al punto 5.4.10 dell'allegato 4/2 al

decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118»; 

  Visto l'art. 35, comma 1-bis, del decreto-legge 30  dicembre  2019,

n. 162, convertito con modificazioni dalla legge 28 febbraio 2020, n.

8, che sostituisce il primo periodo dell'art. 1,  comma  1078,  della

legge 27 dicembre 2017,  n.  205,  come  di  seguito  riportato:  «Le

province   e   le   citta'   metropolitane   certificano   l'avvenuta

realizzazione degli interventi di cui  al  comma  1076  entro  il  31

dicembre 2020, per gli interventi realizzati nel 2018 e nel 2019,  ed

entro il 31 dicembre successivo  all'anno  di  riferimento,  per  gli

interventi  realizzati  dal   2020   al   2023,   mediante   apposita

comunicazione al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti»; 

  Visto l'art. 38-bis, comma 4, del decreto-legge 30  dicembre  2019,

n. 162, convertito con modificazioni dalla legge 28 febbraio 2020, n.

8, che modifica le parole dell'art. 1, comma  1076,  della  legge  27

dicembre 2017, n. 205, come di seguito riportato: «di 350 milioni  di

euro per l'anno 2020, di 400 milioni di euro per l'anno 2021, di  550

milioni di euro per ciascuno degli anni 2022 e 2023 e di 250  milioni

di euro per ciascuno degli anni dal 2024  al  2034»  sono  sostituite

dalle seguenti: «di 360 milioni di  euro  per  l'anno  2020,  di  410

milioni di euro per l'anno 2021, di 575 milioni di euro per  ciascuno

degli anni 2022 e 2023 e di 275 milioni di euro  per  ciascuno  degli

anni dal 2024 al 2034»; 

  Visto il decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti

19 marzo  2020,  n.  123,  recante  «Finanziamento  degli  interventi

relativi a programmi straordinari di manutenzione della  rete  viaria

di  province  e  citta'  metropolitane.  Integrazione  al   programma

previsto dal decreto ministeriale del 16 febbraio  2018»,  pubblicato

nella Gazzetta Ufficiale - Serie generale -  n.  127  del  18  maggio

2020, con il quale sono state integrate le risorse  alle  province  e

citta' metropolitane per i  programmi  straordinari  di  manutenzione

della rete viaria; 

  Visto il decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti

29 maggio 2020, n. 224, recante «Ripartizione e  utilizzo  dei  fondi

previsti dall'art. 1, comma 95, della legge 30 dicembre 2018, n. 145,

riferito al finanziamento  degli  interventi  relativi  ai  programmi

straordinari di manutenzione della rete viaria di province  e  citta'

metropolitane» pubblicato nella Gazzetta Ufficiale - Serie generale -

n. 173 dell'11 luglio 2020, con il  quale  sono  state  ulteriormente

integrate le risorse alle  province  e  citta'  metropolitane  per  i

programmi  straordinari  di  manutenzione  delle  rete   viaria   per

complessivi euro 456.960.534,00 ridotti  a  euro  455.165.664,00  per

effetto del concorso del Ministero agli obiettivi di finanza pubblica

di cui alla  legge  27  dicembre  2019,  n.  160,  e  successivamente

incrementati ad euro 459.165.664 per  tenere  conto  dell'emendamento

103.Tab.2.2.5 al DLB 2020-2022 con il quale  e'  stato  richiesto  un

importo aggiuntivo di 1 milione di euro sul capitolo  7574,  per  gli

anni 2020 - 2023, assegnato alla Citta' metropolitana di Roma per  le

specifiche finalita' previste dall'emendamento medesimo, recepito con

legge 27 dicembre 2019, n. 160, mediante variazione degli importi  di

cui alla Missione 23 - Programma 23.2; 

  Vista la legge 30 dicembre  2021,  n.  234,  recante  «Bilancio  di

previsione  dello  Stato  per  l'anno  finanziario  2022  e  bilancio

pluriennale per il triennio 2022-2024», che all'art. 1, commi  405  e

406, riporta - 405. «Per il finanziamento degli interventi relativi a

programmi straordinari di manutenzione  straordinaria  e  adeguamento

funzionale e resilienza ai  cambiamenti  climatici  della  viabilita'

stradale, anche con riferimento a varianti di percorso, di competenza

di regioni, province e citta' metropolitane, e' autorizzata la  spesa

di 100 milioni di euro per l'anno  2022,  150  milioni  di  euro  per

l'anno 2023, 200 milioni di euro per ciascuno degli anni 2024 e 2025,

300 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2026 al  2030  e  200

milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2031 al 2036.» 406.  «Con

decreto  del  Ministro  delle  infrastrutture   e   della   mobilita'

sostenibili, di  concerto  con  il  Ministro  dell'economia  e  delle

finanze, da emanare entro il 28 febbraio 2022, previa intesa in  sede

di Conferenza unificata di cui all'art. 8 del decreto legislativo  28

agosto 1997, n. 281, sono definiti  i  criteri  e  le  modalita'  per

l'assegnazione delle risorse di cui al comma 405,  anche  sulla  base

della consistenza della rete viaria e della vulnerabilita' rispetto a

fenomeni antropici, quali traffico  ed  incidentalita',  e  naturali,

quali eventi  sismici  e  dissesto  idrogeologico;  con  il  medesimo

decreto sono altresi' definite le modalita' di approvazione dei piani

predisposti  dalle  regioni,  province  e  citta'  metropolitane,  di

monitoraggio degli interventi, ai sensi del  decreto  legislativo  29

dicembre 2011, n. 229, nonche' le procedure di revoca  delle  risorse

in caso di mancato  rispetto  del  cronoprogramma  procedurale  o  di

mancata alimentazione dei sistemi  di  monitoraggio.  Con  lo  stesso

decreto sono inoltre definiti i  criteri  generali  per  adeguare  la

progettazione e l'esecuzione di tali  opere  ai  principi  ambientali

dell'Unione europea»; 

  Vista  la  direttiva  2004/35/CE  del  Parlamento  europeo  e   del

Consiglio del 21 aprile  2004  sulla  responsabilita'  ambientale  in

materia di prevenzione e riparazione del danno ambientale; 

  Considerato  che,  dall'avvio  del   programma   straordinario   di

finanziamenti per la rete viaria secondaria, le regioni risultano per

la prima volta beneficiarie di fondi, e  che  quindi  si  ritiene  di

assegnare loro, in sede di prima applicazione,  una  quota  parte  di

finanziamento eccedente il mero riparto su base chilometrica  e  pari

al 15% dell'intero fondo disponibile; 

  Considerato che il criterio di ripartizione indicato nel comma 406,

per quanto riguarda le province e le citta' metropolitane,  e'  stato

gia' utilizzato per la ripartizione delle risorse di cui  al  decreto

ministeriale 49 del 16 febbraio  2018,  nonche'  utilizzato,  tenendo

conto delle variazioni intervenute con i decreto del  Presidente  del

Consiglio dei ministri 20 febbraio 2018 e decreto del Presidente  del

Consiglio  dei  ministri  21  novembre  2019,  che  hanno  riguardato

trasferimenti dei tratti di viabilita' dalle  regioni  allo  Stato  e

viceversa, nei piu' recenti decreti  di  ripartizione  delle  risorse

decreto ministeriale 123 del 19 marzo  2020,  con  raggiunta  intesa,

rispettivamente, in  Conferenza  Stato-citta'  ed  autonomie  locali,

nella seduta del 27 febbraio 2020, rep. atti n. 576 -  II  (SC).8,  e

registrato alla  Corte  dei  conti  il  14  aprile  2020,  e  decreto

ministeriale  224  del  29  maggio  2020  con  raggiunta  intesa,  in

Conferenza Stato-citta' ed autonomie  locali,  nella  seduta  del  21

maggio 2020, rep. atti n. 584 - II (SC).8, e  registrato  alla  Corte

dei conti il 16 giugno 2020; 

  Considerato che, per quanto riguarda le  regioni,  il  criterio  di

ripartizione basato sul proporzionamento  sulla  estesa  chilometrica

risulta ad oggi il piu' idoneo; 

  Ritenuto di applicare la ripartizione alle risorse assentite per  i

seguenti importi: 100 milioni di euro per l'anno 2022, 110 milioni di

euro per l'anno 2023, 160  milioni  di  euro  per  l'anno  2024,  130

milioni di euro per l'anno 2025 e 300 milioni di  euro  per  ciascuno

degli anni dal 2026 al  2029,  rimandando  a  successivi  decreti  la

ripartizione delle rimanenti somme di  cui  all'art.  1,  comma  405,

della legge 30 dicembre 2021, n. 234; 

  Considerato che Regione Lombardia ritiene piu' opportuno  destinare

la quota di propria spettanza in favore delle province e delle citta'

metropolitane del proprio territorio; 

  Acquisita l'intesa in Conferenza  Unificata  nella  seduta  del  30

marzo 2022; 

 

                              Decreta: 

 

                               Art. 1 

 

                     Destinazione delle risorse 

 

  1. La somma complessiva di euro 1.700 milioni,  ripartita  in  euro

100 milioni per l'anno 2022, euro 110 milioni per l'anno  2023,  euro

160 milioni per l'anno 2024, euro 130 milioni per l'anno 2025 e  euro

300 milioni ciascuno degli anni dal 2026 al  2029,  e'  destinata  al

finanziamento degli interventi relativi a programmi  straordinari  di

manutenzione straordinaria e adeguamento funzionale e  resilienza  ai

cambiamenti  climatici   della   viabilita'   stradale,   anche   con

riferimento a varianti di percorso  della  rete  viaria  di  regioni,

province e di citta' metropolitane. 

  2. La rimanente parte del fondo istituito con l'art. 1, comma  405,

della legge 30 dicembre 2021, n. 234, sara' ripartita  con  ulteriori

decreti  del  Ministro  delle  infrastrutture   e   della   mobilita'

sostenibili, di  concerto  con  il  Ministro  dell'economia  e  delle

finanze e d'intesa con la conferenza unificata. 

  3. Gli enti di cui al comma 1  assumono  le  funzioni  di  soggetti

attuatori  per  gli  interventi  compresi  nei  programmi  ammessi  a

finanziamento  nel  rispetto  delle  procedure  di  cui  al   decreto

legislativo 18 aprile 2016, n. 50, e successive modificazioni. 

                               Art. 2 

 

                Criteri di ripartizione delle risorse 

 

  1. Le risorse di cui all'art. 1 sono ripartite tra  le  regioni  le

province e le citta' metropolitane sulla base dei parametri descritti

ed esplicitati nella nota metodologica di  cui  all'allegato  1,  che

costituisce parte  integrante  del  presente  decreto,  applicati  ai

seguenti criteri: 

    a. Regioni: estesa chilometrica; 

    b. Province e citta' metropolitane: 

      1. Consistenza della rete viaria; 

      2. Tasso di incidentalita'; 

      3.   Vulnerabilita'   rispetto   a   fenomeni    di    dissesto

idrogeologico. 

  2. Per il calcolo del piano  di  riparto  delle  province  e  delle

citta' metropolitane a ciascun criterio sono  attribuiti  i  seguenti

pesi di ponderazione, di cui all'allegato 2,  che  costituisce  parte

integrante del presente decreto: 

    a.  Consistenza  della  rete  viaria,  peso  del  78  per  cento,

articolato nei seguenti parametri: 

      1.   Estensione   chilometrica   dell'intera   rete    stradale

provinciale e della quota parte ricadente in zona montana - peso  del

50 per cento; 

      2. Numero di veicoli circolanti per provincia - peso del 28 per

cento; 

    b. incidentalita', peso del 10 per cento,  articolato  secondo  i

seguenti parametri: 

      1. Numerosita' degli incidenti per km di rete stradale; 

      2. Numerosita' dei morti per km di rete stradale; 

      3. Numerosita' dei feriti per km di rete stradale; 

    c. Vulnerabilita' per fenomeni di  dissesto  idrogeologico,  peso

del 12 per cento, articolato nei seguenti parametri: 

      1. Popolazione a rischio residente in aree a  pericolosita'  da

frana su base provinciale, peso 6 per cento; 

      2. Popolazione a rischio  residente  in  aree  a  pericolosita'

idraulica su base provinciale, peso 6 per cento. 

      3. La  quota  parte  destinata  a  regione  Lombardia,  pari  a

74.337,00  euro,  viene  ripartita  tra  le  11  province  e   citta'

metropolitane del territorio lombardo secondo i criteri di riparto di

cui al comma 2 del presente articolo. 

                               Art. 3 

 

                          Piano di riparto 

 

  1. Ai fini del trasferimento delle risorse di cui all'art.  1  alle

regioni, alle province e alle citta' metropolitane  e'  approvato  il

piano di  riparto  di  cui  all'allegato  3,  che  costituisce  parte

integrante del presente decreto, elaborato sulla base dei  criteri  e

dei pesi di ponderazione degli stessi e dei parametri di cui all'art.

2, nonche' degli indicatori riportati nell'allegato 2. 

  2. La Direzione generale per le  strade  e  le  autostrade,  l'alta

sorveglianza  sulle  infrastrutture  stradali  e  la  vigilanza   sui

contratti concessori autostradali del Ministero delle  infrastrutture

e della mobilita' sostenibili provvede, sulla base del riparto di cui

all'allegato 3, all'impegno ed  al  trasferimento  dei  finanziamenti

alle  regioni,  alle  province  ed  alle  citta'  metropolitane,  nel

rispetto di quanto previsto dall'art. 5 del presente decreto. 

                               Art. 4 

 

                       Utilizzo delle risorse 

 

  1. Le risorse di cui all'art. 1 saranno  utilizzate,  nel  rispetto

del programma di  cui  all'art.  5,  comma  2,  per  la  manutenzione

straordinaria e adeguamento funzionale e  resilienza  ai  cambiamenti

climatici della viabilita' stradale, anche con riferimento a varianti

di percorso; possono, inoltre, includere le seguenti attivita': 

    a)  la  progettazione,  la  direzione  lavori,  il  collaudo,   i

controlli in corso di esecuzione e finali,  nonche'  le  altre  spese

tecniche necessarie per  la  realizzazione  purche'  coerenti  con  i

contenuti e le finalita' della legge e del presente decreto  comprese

le   spese   per   l'effettuazione   di   rilievi   concernenti    le

caratteristiche   geometriche   fondamentali,   lo   stato/condizioni

dell'infrastruttura, gli studi e rilevazioni di traffico, il  livello

di incidentalita', l'esposizione al rischio idrogeologico; 

    b)   la   realizzazione   degli   interventi   di    manutenzione

straordinaria e programmata e di adeguamento normativo delle  diverse

componenti dell'infrastruttura incluse le pavimentazioni,  i  sistemi

di  smaltimento  acque.  Sono  altresi'  possibili  interventi  sulla

segnaletica, i dispositivi di ritenuta, l'illuminazione ed i  sistemi

di info-mobilita', qualora complementari e  comunque  conseguenti  ad

interventi di manutenzione straordinaria e rifacimento profondo; 

    c)  la  realizzazione  di  interventi  di   miglioramento   delle

condizioni di sicurezza dell'infrastruttura esistente in  termini  di

caratteristiche costruttive della piattaforma veicolare, ciclabile  e

pedonale, della segnaletica verticale e orizzontale, dei manufatti  e

dei dispositivi di sicurezza passiva installati nonche'  delle  opere

d'arte serventi l'infrastruttura; 

    d)  la  realizzazione  di  interventi  di  ambito  stradale   che

prevedono: 

      i. la realizzazione di percorsi  per  la  tutela  delle  utenze

deboli; 

      ii. il miglioramento delle condizioni per la salvaguardia della

pubblica incolumita'; 

      iii. la riduzione dell'inquinamento ambientale; 

      iv. la riduzione del  rischio  da  trasporto  merci  inclusi  i

trasporti eccezionali; 

      v. la riduzione dell'esposizione al rischio idrogeologico; 

      vi. l'incremento della durabilita' per la riduzione  dei  costi

di manutenzione; 

      vii. La realizzazione di corridoi naturali per la fauna, ovvero

di   tratti   di   recinzione   per   evitare   ovvero    indirizzare

attraversamenti di  animali,  per  una  quota  massima  pari  al  15%

dell'importo finanziato; 

      viii. La predisposizione e la messa in funzione di stazioni  di

ricarica per veicoli elettrici o ibridi, per una  quota  massima  del

15% dell'importo finanziato. 

    2. Le risorse di cui all'art. 1  sono  inoltre  utilizzabili  per

interventi su strade  in  gestione  a  comuni  e  comunita'  montane,

secondo un principio di sussidiarieta', qualora: 

      a) le tratte in oggetto insistano su una linea  di  continuita'

territoriale o funzionale di percorso; 

      b) sia formalizzato un accordo tra gli enti interessati; 

      c) rimanga  fermo  il  ruolo  di  soggetto  attuatore  in  capo

all'ente   destinatario   delle   risorse   (provincia    o    citta'

metropolitana). 

  3. Le risorse di cui all'art. 1 possono essere utilizzate anche con

riferimento a varianti di percorso, nel rispetto delle condizioni  di

cui all'art. 6  del  presente  decreto  e  delle  misure  di  cui  al

successivo comma. 

  4. I piani  di  intervento  devono  tenere  in  conto  dei  criteri

ambientali minimi, ove applicabili, ed inoltre  porre  in  atto,  sin

dalla fase di progettazione,  tutte  le  dovute  misure  atte  a  non

arrecare danni significativi agli  obiettivi  ambientali  di  cui  al

regolamento UE 2020/852 del Parlamento europeo e del Consiglio del 18

giugno 2020 e dei successivi atti delegati. 

                               Art. 5 

 

                   Programmazione degli interventi 

                    e trasferimento delle risorse 

 

  1. Sulla base del  piano  di  riparto  di  cui  all'allegato  3,  a

decorrere dall'entrata in vigore  del  presente  decreto  e'  assunto

l'impegno pluriennale delle risorse. Le risorse sono trasferite  alle

regioni, province e  citta'  metropolitane  dopo  l'approvazione  del

programma ottennale 2022 - 2029 sulla base del piano  di  riparto  di

cui all'allegato 3, secondo le seguenti modalita': 

    a) entro il 31 dicembre 2022 l'intera annualita' 2022; 

    b) per le restanti annualita' (2023-2029), semestralmente,  sulla

base degli stati d'avanzamento dei lavori  rendicontati,  cosi'  come

desunti dal sistema di monitoraggio di cui al  successivo  art.  8  e

coerenti con il  cronoprogramma  di  cui  al  comma  5  del  presente

articolo. 

  2. Il trasferimento delle risorse relative e' effettuato sulla base

del Programma ottennale 2022-2029 che le regioni, le  province  e  le

citta' metropolitane devono presentare alla Direzione generale per le

strade e le  autostrade,  l'alta  sorveglianza  sulle  infrastrutture

stradali e la vigilanza sui  contratti  concessori  autostradali  del

Ministero  delle  infrastrutture  e   della   mobilita'   sostenibili

inderogabilmente entro il 30 settembre 2022. Il  programma  ottennale

deve contenere, ai sensi dell'art. 11 della legge 16 gennaio 2003, n.

3,  l'elenco  degli  interventi  oggetto  del   presente   contributo

identificati dal Codice unico di progetto (CUP). 

  3. La Direzione generale per le  strade  e  le  autostrade,  l'alta

sorveglianza  sulle  infrastrutture  stradali  e  la  vigilanza   sui

contratti concessori autostradali del Ministero delle  infrastrutture

e della  mobilita'  sostenibili  verifica  la  coerenza  dei  singoli

interventi con le finalita' del programma e con la disciplina dettata

dell'art. 11 della legge 16 gennaio 2003, n. 3 e della delibera  CIPE

n. 63/2020 entro novanta giorni dalla ricezione del programma.  Entro

il termine di cui al periodo precedente, i programmi  sono  approvati

con  decreto  del  Capo  del  Dipartimento  per   la   programmazione

strategica,  i  sistemi  infrastrutturali,  di  trasporto   a   rete,

informativi e statistici, e trasmessi al  Ministero  dell'economia  e

delle finanze per le finalita' di monitoraggio. 

  4. Il programma di cui ai  precedenti  commi  e'  sviluppato  sulla

base: 

    a) della conoscenza delle  caratteristiche  geometriche  e  dello

stato  dell'infrastruttura,  del  traffico,   dell'incidentalita'   e

dell'esposizione al rischio idrogeologico; 

    b) dell'analisi della situazione esistente; 

    c) della previsione dell'evoluzione. 

  5.  Il  programma  deve  contenere   interventi   di   manutenzione

straordinaria e di adeguamento normativo, sviluppando in  particolare

gli aspetti connessi alla resilienza ai cambiamenti  climatici  della

viabilita' stradale, alla durabilita' degli interventi,  ai  benefici

apportati in termini di  sicurezza,  di  riduzione  del  rischio,  di

qualita' della circolazione degli utenti ed ai relativi costi e  deve

riportare, attraverso un cronoprogramma degli interventi, i  seguenti

elementi desumibili dal sistema di monitoraggio  di  cui  al  decreto

legislativo 29 dicembre 2011, n. 229: 

    a) inizio e fine dell'attivita' di progettazione; 

    b) inizio e fine della procedura di aggiudicazione; 

    c) aggiudicazione dei lavori; 

    d) inizio e fine dei lavori; 

    e) inizio e  fine  del  collaudo  o  certificazione  di  regolare

esecuzione dei lavori. 

  6. In sede di presentazione, i programmi possono superare l'importo

assentito di una percentuale non superiore al 20%  di  tale  importo.

Quanto sopra al fine di agevolare il  riutilizzo  delle  economie  di

gara,  con  la  facolta'  di  rimodularle  anche   sulle   annualita'

successive. Resta in ogni caso fermo l'obbligo di  realizzazione  dei

programmi nei limiti del piano di riparto di cui all'allegato 3. 

  7.   Il   programma   relativo   ad   ogni   annualita'    contiene

l'individuazione  di  ogni  intervento  comprensivo  del  codice  CUP

valido, le schede descrittive e riepilogative di  ciascun  intervento

da realizzare. 

  8. Al fine di uniformare le attivita' ed espletare il monitoraggio,

la  Direzione  generale  per  le  strade  e  le  autostrade,   l'alta

sorveglianza  sulle  infrastrutture  stradali  e  la  vigilanza   sui

contratti concessori autostradali del Ministero delle  infrastrutture

e della mobilita' sostenibili pubblica sul proprio sito istituzionale

il modello delle schede descrittive da utilizzare e rende disponibile

l'applicativo da utilizzare per la compilazione delle stesse entro 45

giorni dalla scadenza di  cui  al  comma  2  del  presente  articolo,

comunicando altresi' le  modalita'  operative  per  l'utilizzo  dello

stesso. 

  9. L'ultimazione dei lavori va  certificata  30  giorni  prima  del

termine per la rendicontazione. Il collaudo o  la  certificazione  di

regolare esecuzione dei lavori relativi all'intervento e'  effettuato

entro il 31 dicembre dell'anno successivo all'anno di riferimento del

Programma per gli interventi; relativamente all'annualita' 2022, tale

scadenza e' fissata il 31 dicembre 2024. 

  10. Gli interventi  inseriti  nel  Programma  possono  anche  avere

durata pluriennale, evidenziando le somme oggetto di  rendicontazione

relative alla singola annualita' da effettuare entro il  31  dicembre

dell'anno successivo all'anno di riferimento per gli interventi. 

  11. Fermo restando il completamento  dei  lavori  degli  interventi

inseriti nel Programma, i ribassi d'asta  possono  essere  utilizzati

secondo quanto previsto dal principio contabile applicato concernente

la contabilita' finanziaria, di cui al punto 5.4.10 dell'allegato 4/2

al decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118. 

                               Art. 6 

 

              Criteri generali per adeguare i programmi 

                       ai principi ambientali 

 

  1.  Per  ciascun  intervento  di  importo  superiore  a  5  milioni

finanziato dal presente decreto, il soggetto attuatore e' tenuto a: 

    i. quantificare e identificare i  rifiuti  prodotti,  tramite  la

redazione di un piano di gestione dei rifiuti prodotti sin dalle fasi

di  cantierizzazione,  prevedendo  la  quota  parte  da   avviare   a

riciclaggio, conformemente alle normative in materia; 

    ii. analizzare le possibili interazioni con le  matrici  acqua  e

suolo, prevedendo un efficiente sistema di regimentazione delle acque

ed evitando la contaminazione dei corpi  idrici  superficiali,  delle

falde acquifere e del suolo, anche per le fasi  di  cantierizzazione,

valutando l'applicazione di metodologie  operative  a  basso  impatto

ambientale,  quali,  ad  esempio,  l'utilizzo  della  tecnologia  del

fresato a freddo; 

    iii. per tratte in variante progettate in aree sensibili sotto il

profilo della biodiversita' o in prossimita' di esse,  verificare  la

sussistenza di sensibilita' territoriali,  anche  in  relazione  alle

principali direttive europee di riferimento; 

    iv. prevedere l'inserimento di passaggi faunistici,  inferiori  o

superiori, dimensionati secondo  le  effettive  specie  presenti,  da

realizzare per interventi fuori dai  centri  abitati  e  comunque  al

minimo ogni 2 km per aree boschive o ad orografia collinare; 

  2. Per gli interventi  di  cui  al  comma  precedente  il  Soggetto

Attuatore deve inoltre redigere un'Analisi costi -  efficacia  (ACE),

confrontando un certo numero di alternative o soluzioni  progettuali,

comprendendo al minimo anche la situazione ex  -  ante,  dalla  quale

risulti un evidente beneficio in termini ambientali,  secondo  quanto

specificato nei punti successivi: 

    i. se l'intervento si rende necessario per snellire i  flussi  di

traffico, l'analisi deve essere condotta sulla base dei  costi  delle

varie alternative e di una correlata misura della variazione assoluta

di emissioni di CO2 o di altro parametro  ambientale  particolarmente

sensibile nella zona; 

    ii.  se  l'intervento  si  rende  necessario  per  evitare   zone

caratterizzate  da  un  conclamato  rischio   idrogeologico   (frane,

smontamenti, erosioni al piede di opere d'arte...)  o  per  diminuire

vizi costruttivi non  altrimenti  superabili  della  sezione  viaria,

l'analisi   deve   essere   condotta,   scegliendo    il    tracciato

normativamente corretto di minore impatto in termini  di  consumo  di

nuovo suolo che comunque non comporti aumenti significativi di CO2  o

di altro parametro ambientale particolarmente sensibile nella zona. 

  3. L'arco temporale da prendere a riferimento per le analisi di cui

al comma precedente e' stabilito in 30  anni,  a  cui  aggiungere  il

periodo di investimento e di cantierizzazione. 

                               Art. 7 

 

                        Revoca delle risorse 

 

  1. In caso di mancato rispetto del termine di cui all'art. 5, comma

5, lettera c), di mancata alimentazione del sistema  di  monitoraggio

di cui all'art. 8,  o  di  mancata  realizzazione  degli  interventi,

ovvero in caso di presenza di ribassi di gara  non  riutilizzati,  e'

disposta  la  revoca  delle  corrispondenti  risorse  assegnate  alle

singole  regioni,  province  o  citta'  metropolitane;   i   soggetti

attuatori interessati versano i corrispettivi importi sul  pertinente

capitolo di  entrata  dello  stato  di  previsione  dell'entrata  del

bilancio dello Stato. 

  2. Non si procede a revoca qualora il mancato rispetto del  termine

di cui al comma 1 e' imputabile alla presenza  di  contenzioso  o  in

caso  di  calamita'  naturali  dichiarate  ai   sensi   del   decreto

legislativo 1 del 2018, che abbiano interferito con la  realizzazione

degli  interventi,  ovvero  per  cause  non  imputabili  ai  soggetti

attuatori; le verifiche sono effettuate dalla Direzione generale  per

le strade e le autostrade, l'alta sorveglianza  sulle  infrastrutture

stradali e la vigilanza sui  contratti  concessori  autostradali  del

Ministero delle infrastrutture e della  mobilita'  sostenibili  anche

tramite interlocuzioni con i soggetti beneficiari. 

  3. La verifica del rispetto del termine di cui all'art. 5, comma 5,

lettera c), ovvero  del  termine  per  l'assunzione  di  obbligazioni

giuridicamente vincolanti nascenti dall'aggiudicazione dei lavori, e'

effettuata attraverso il sistema di monitoraggio di cui al successivo

art. 8, sulla base dei dati provenienti dal sistema SIMOG dell'ANAC. 

                               Art. 8 

 

                            Monitoraggio 

 

  1. La struttura tecnica di missione per l'indirizzo strategico,  lo

sviluppo delle infrastrutture e l'alta sorveglianza, istituita presso

il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, effettua, ai sensi

dell'art. 2, comma 2, lettera k),  del  decreto  del  Ministro  delle

infrastrutture e dei trasporti 9 giugno 2015, n. 194, il monitoraggio

delle attivita' indicate nel presente decreto, tramite il sistema  di

cui al decreto legislativo 29 dicembre  2011,  n.  229.  Le  stazioni

appaltanti,  titolari  degli   interventi   identificati   dal   CUP,

alimentano il citato sistema di monitoraggio trasmettendo le relative

informazioni anagrafiche, fisiche,  finanziarie  e  procedurali.  Gli

interventi sono classificati sotto la  voce  «Programmi  straordinari

aumento resilienza rete viaria 2022 - 2029». 

                               Art. 9 

 

                     Ammissibilita' delle spese 

 

  1.  Le  spese  effettuate  devono  essere  compatibili  con  quanto

previsto dal presente decreto. 

  Il presente decreto sara' trasmesso agli organi  di  controllo  per

gli adempimenti di competenza e pubblicato nella  Gazzetta  Ufficiale

della Repubblica italiana. 

    Roma, 9 maggio 2022 

 

                                     Il Ministro delle infrastrutture 

                                      e della mobilita' sostenibili   

                                                Giovannini            

   Il Ministro dell'economia 

        e delle finanze 

            Franco 

Registrato alla Corte dei conti il 9 giugno 2022 

Ufficio di controllo sugli atti del Ministero delle infrastrutture  e

della  mobilita'  sostenibili  e  del  Ministero  della   transizione

ecologica, n. 1827 

                                                           Allegato 1 

 

     Nota metodologica sui criteri di ripartizione delle risorse 

              Parte di provvedimento in formato grafico

 

                                                           Allegato 2 

 

PARAMETRI E COEFFICIENTI DI RIPARTO 

              Parte di provvedimento in formato grafico

 

                                                           Allegato 3 

 

              Parte di provvedimento in formato grafico

 

Documenti allegati