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Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per l'anno 2022

Ufficio Legislativo ACI

Doc. LXXXVI, n. 5 “Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per l'anno 2022”, allesame della Commissione Politiche dell’Unione Europea del Senato.

Il testo della Relazione programmatica - che rappresenta la visione generale del Governo sulle prospettive future dell’Unione europea e indica le sue intenzioni politiche sui singoli dossier europei - è strutturato in quattro parti, precedute ciascuna da una breve sintesi che enuclea le posizioni e le azioni che il Governo intende concretamente portare avanti, in relazione alle singole politiche dell’UE:

1) "Sviluppo del processo di integrazione europea", dedicata alle politiche e alle iniziative volte al rafforzamento del processo di integrazione europea sotto il profilo sia economico che istituzionale. Obiettivo prioritario è partecipare con funzione trainante a un processo di approfondimento dell’integrazione europea coerente con le posizioni e gli interessi nazionali, anche mediante l’elaborazione di proposte

concrete per rendere l’Unione più efficace e funzionale;

2) “Le politiche strategiche", in cui vengono sviluppati cinque obiettivi strategici, propri del programma di lavoro della Commissione per il 2022, ovvero:

- il Green Deal europeo;

- un’Europa pronta per l’era digitale;

- un’economia al servizio delle persone;

- la promozione dello stile di vita europeo;

- un nuovo slancio per la democrazia europea.

3) "Un’Europa più forte nel mondo. L’Italia e la dimensione esterna dell’UE". In un quadro geopolitico divenuto molto più incerto a seguito del conflitto russo-ucraino, l’obiettivo è quello di costruire un’autonomia strategica europea coerente con gli interessi italiani, che consenta di affrontare l’emergenza economica e sociale e garantire la sicurezza dei cittadini a partire da quattro settori prioritari della

dimensione esterna dell’UE: Politica estera e di sicurezza comune (PESC) e Politica di sicurezza e difesa comune (PSDC); politica commerciale; proiezione esterna della Politica industriale; proiezione esterna delle Politiche digitali e di connettività;

4) "Coordinamento nazionale delle politiche europee. Comunicazione e formazione sull’attività dell’Unione europea".

Le tematiche sono sviluppate nella forma di schede, ognuna delle quali riporta: una sintetica descrizione dell’obiettivo individuato; la definizione delle azioni che il Governo intende porre in essere per perseguirlo; i risultati attesi.

La parte più corposa della Relazione è la seconda, riguardante le politiche strategiche ed i relativi obiettivi, dei quali risultano di interesse:

? Green Deal: in tale ambito si muovono le numerose iniziative connesse al pacchetto Fit for 55 della transizione verde, volte ad allineare la legislazione corrente all’ambizioso obiettivo di ridurre le emissioni di gas ad effetto serra di almeno il 55% entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990 e di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050, coinvolgendo tutta una serie di settori economici, quali l'efficienza energetica,

le energie rinnovabili, i trasporti, l'uso del suolo, la tassazione dell'energia, la condivisione degli sforzi e lo scambio di quote di emissione. A ciò si aggiunge il rinnovamento della politica energetica europea, anche alla luce del profondo riorientamento geopolitico determinato dal conflitto russo-ucraino.

Il Governo sarà dunque impegnato a livello europeo nel negoziato del pacchetto di proposte legislative denominato Fit for 55, che presumibilmente si protrarrà per tutto il 2022 e da cui si attende che venga dedicata forte attenzione, oltre che agli aspetti climatici, anche a quelli relativi alle dimensioni sociale e industriale, per raggiungere l’obiettivo della neutralità carbonica al 2050 preservando, al contempo,

la competitività dell’industria e salvaguardando il tessuto sociale.

- Nell’ambito del Green Deal, grande importanza è rivestita, tra l’altro, dalla mobilità sostenibile. Al riguardo, la strategia italiana è imperniata, sullo sviluppo e sul potenziamento della mobilità sostenibile a trazione alternativa, privata e pubblica, nonché della logistica sostenibile delle merci,

al fine della riduzione delle emissioni inquinanti e di CO2. Particolare attenzione sarà posta allo sviluppo di infrastrutture per la ricarica dei veicoli elettrici nelle città e nelle aree rurali nonché allo sviluppo di sistemi di trasporto sostenibili e a bassa emissione di inquinanti. Inoltre, sarà assicurata la partecipazione ai negoziati sulle proposte di nuovi regolamenti dell’UE sulle emissioni dei veicoli a motore (EURO 7- VII), la cui adozione da parte della Commissione europea è attesa per la seconda metà del 2022.

? un’Europa pronta per l’era digitale: lo sviluppo delle infrastrutture digitali è una delle priorità del Governo in coerenza con quanto previsto nel PNRR e da ultimo nella Strategia Cloud Italia volta a guidare e a favorire l’adozione sicura, controllata e completa delle tecnologie cloud da parte del settore pubblico. In tale ambito, tra l’altro:

- il Governo è attivo nel sostegno alla transizione verso un modello cloud first per la pubblica amministrazione per rendere più efficiente, da un punto di vista operativo ed energetico, i data center italiani, contribuendo così allo sviluppo delle infrastrutture digitali del Paese. Tra le azioni previste per il

raggiungimento degli obiettivi di sviluppo digitale vi è la promozione della diffusione capillare della Piattaforma dei pagamenti pagoPA, l’implementazione di ulteriori servizi sull’App IO nonché la diffusione delle piattaforme SPID, CIE (Carta d'identità elettronica), ANPR (Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente) per rendere più efficiente l’azione amministrativa tramite l’offerta di servizi digitali ai cittadini e semplificare il servizio a loro offerto tramite l’interoperabilità delle piattaforme in uso dalle amministrazioni.

Tra gli obiettivi figurano: la diffusione dell’identità digitale fino al 70% della popolazione; portare circa il 75% delle PA italiane a utilizzare servizi in cloud; raggiungere almeno l’80% dei servizi pubblici essenziali erogati online;

- tra gli interventi che il Governo intende avviare nel corso del 2022 riguardo alla digitalizzazione della PA figurano: la reingegnerizzazione del portale dedicato al processo di misurazione e valutazione della performance delle pubbliche amministrazioni per la digitalizzazione dell’intero processo; il rafforzamento delle capacità di pianificazione strategica, al fine di monitorare gli investimenti pubblici in termini di impatto sugli utenti dei servizi, sulle comunità e sugli stakeholder, con l’individuazione di indicatori chiave di performance (c.d. Key Performance Indicators) di risultato, esplicitamente collegati agli SDGs (Sustainable Development Goals) e agli indicatori BES (Benessere equo e sostenibile).

In materia di PA per il Governo, inoltre, risultano fondamentali le iniziative volte: al rafforzamento delle competenze del personale per riqualificare la pubblica amministrazione, soprattutto in termini di nuove aree di competenza, in particolare a supporto della transizione amministrativa, digitale e green. Tra le azioni previste vi è la riorganizzazione e razionalizzazione dell’offerta formativa, a partire dalla progettazione di

specifici corsi online (MOOC-massive open online course - corso online aperto e di massa), con standard qualitativo certificato, su competenze chiave, aperti al personale della PA; progettazione, per le figure dirigenziali, di specifiche “learning communities” tematiche, per la condivisione di buone pratiche e la

risoluzione di concreti casi di amministrazione; semplificazione e velocizzazione delle procedure e sistematica misurazione dei tempi di completamento dei procedimenti; centralizzazione delle procedure di

assunzione tramite il Portale del reclutamento, che consentirà maggior efficacia nel selezionare i profili più adatti per il lavoro nelle pubbliche amministrazioni, non solo sulla base delle conoscenze ma anche di un’ampia gamma di competenze di carattere trasversale;

- tra gli interventi in materia di digitalizzazione dei trasporti figurano: il proseguimento delle azioni, condivise a livello UE ed internazionale, per l’adozione di normative che permettano di certificare ed immettere sul mercato veicoli con livelli di automatizzazione crescenti (anche autonomi) e

connessi, nonché per l’adozione di normative di implementazione del Regolamento (UE) 2019/2144 sulla sicurezza generale dei veicoli consentendo l’omologazione dei veicoli muniti di sistemi avanzati di sicurezza; utilizzo delle tecnologie dell’informatica e della comunicazione ("Sistemi Intelligenti di Trasporto" - ITS) per realizzare un salto di qualità del trasporto stradale, costruendo prototipi realizzativi di corridoi multimodali verdi e digitali, di servizi cooperativi (C-ITS) alla mobilità urbana in diverse città. Gli ITS, infatti,

comportano notevoli vantaggi in termini di efficienza del traffico e delle reti (con risparmi di tempo per gli utenti, riduzione delle congestioni, risparmio di energia, riduzione delle emissioni di gas nocivi e di gas climalteranti, con miglioramento della qualità e della resilienza delle reti), e in termini di

sicurezza (con riduzione di incidenti e della mortalità). Tra i risultati attesi vi è la creazione, al fine di ottenere la mobilità come servizio in favore dell’utenza (MaaS), di un’unica piattaforma tecnologica che deve suggerire ai cittadini-utenti la migliore soluzione di viaggio sulla base delle loro

esigenze, avvalendosi dell’integrazione tra le differenti opzioni di mobilità disponibili (trasporto pubblico locale, sharing, taxi, noleggio auto) per ottimizzare l’esperienza di viaggio sia in termini di pianificazione (navigatore intermodale e informazioni in tempo reale su orari e distanze) che di utilizzo

(prenotazione e pagamento dei servizi). Il Governo parteciperà, inoltre, in sede UE e internazionale (ECE-ONU) ai lavori di redazione delle proposte regolamentari riguardanti i sistemi automatizzati dei veicoli come, ad esempio, il mantenimento della direzione di marcia dei veicoli con velocità superiori a 60 km/h, i sistemi di sterzatura automatica e di registrazione dei dati dei veicoli convenzionali ed automatizzati, i sistemi di frenatura automatica dei veicoli e la cyber security. Inoltre, particolare attenzione sarà prestata alla proposta di revisione della Direttiva 2006/126/CE sulla patente di guida, in vista della possibile introduzione della patente in formato digitale, che la Commissione dovrebbe presentare entro il 2022, e della revisione della direttiva 2010/40/UE sui predetti ITS [(COM(2021) 813], adottata dalla Commissione il 14 dicembre 2021.